JGAURORA A5 – Recensione nuova stampante 3D

Continuiamo la serie di recensioni dedicate alla stampa ed alle stampanti 3D, oggi è il turno della nuova JGAURORA A5, nuova perchè presenta una versione “rinnovata” del modello già presentato lo scorso anno.
La A5 è una stampante 3D FDM dal design innovativo e diverso dai soliti canoni, viene prodotta dalla azienda Cinese JGAURORA, le sue peculiarità sono: semplicità nel montaggio e estrema semplicità d’uso…. vedremo se sarà veramente cosi..

Per questa recensione ringraziamo lo store Lightinthebox che ci ha inviato questo sample, abbiamo scelto la JGAURORA A5 perche gli appassionati e altri recensori sulla rete la paragonano spesso alla Creality CR-10, modello che abbiamo già avuto l’occasione di provare e recensire sul blog, anche se l’aspetto è totalmente differente tutti la segnalano come una ottima alternativa.

Unboxing

Il pacco è arrivato in appena 5 giorni con DHL, stranamente non ci sono state tasse doganali, ma comunque in tal caso Lightinthebox ci avrebbe rimborsato, vi ricordiamo che è uno dei pochi store cinesi che utilizzano spedizioni con DHL e rimborsano la dogana se presente! La scatola era in buone condizioni, le dimensioni del collo erano 60x63x27cm per un peso di circa 17kg, aprendo la scatola scopriamo la protezione in spesso polistirolo, precedentemente veniva usata della gomma piuma e in alcuni casi sono state segnalate delle rotture, quindi buona la seconda!

sul primo livello troviamo la base della nostra JGAURORA A5 con il piatto già montato, un rotolo di filamento e un foglio con le avvertenze di sicurezza, rimossa la prima parte troviamo il pezzo verticale della stampante, la scatola contenente gli accessori e la staffa per il filamento

come potete vedere, per fortuna tutto era  in perfetto ordine e ben protetto

La scatola degli accessori conteneva a sua volta:

  • PenDrive da 16GB Sandisk
  • Chiavi esagonali
  • Viti per l’assemblaggio
  • Cartina per livellare il piatto
  • Cavo di alimentazione con spina schuco
  • Cavo USB per caricare il firmware o interfacciarsi con stampante via PC
  • Ugello di scorta
  • Clip di scorta per fissare il vetro
  • Libretto garanzia

Questa immagine riassume tutto il contenuto della scatola….

Montaggio

La prima peculiarità citata a inizio recensione è stata “semplicità nel montaggio” vi mostreremo che sarà veramente cosi!
La stampante arriva già montata al 90% per completare l’assemblaggio della JGAURORA A5 sono necessari 20 minuti, quattro viti per fissare le due parti principali, tre viti per la staffa del filamento e infine connettere tre connettori, si abbiamo finito! 😀

Prendiamo le quattro viti più grandi trovate nella scatola degli accessori e corichiamo su un lato la parte verticale della stampante, controlliamo le fessure presenti sulla base e posizioniamo le due parti come vedete nella foto che segue…

assicuratevi di aver posizionato correttamente i due componenti e procedete con avvitare le quattro viti, iniziate con posizionarle e successivamente stringerete

il passo successivo sarà connettere i cavi che andranno ad alimentare l’elettronica, anche in questo caso l’operazione sarà semplicissima, i connettori sono tre ed ognuno è diverso in dimensioni, quindi sarà impossibile collegarli in modo non corretto o invertirne la posizione

Eccola pronta…

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Caratteristiche

  • Scheda madre: MKS Makerbase GEN L V1
  • Firmware: simil Marlin (è già disponibile una versione modificata e aggiornata)
  • Display TFT 3 pollici con touchscreen sempre Makerbase
  • Dimensioni di stampa: 305 x 305 x 320mm
  • Hotend: clone del E3D V6, ugello da 0,4mm
  • Estrusore: Bowden
  • Doppio motore su Asse Z
  • Temperatura operativa: range tra 180 e 240 gradi
  • Risoluzione layer: da 0.1mm a 3mm
  • Filamento stampabile: pla petg, tpu, wood, abs
  • Peso: 13,8kg
  • Dimensioni: 536 x 480 x 235 mm
  • Alimentatore 300W e piatto con sistema 24 volt

Funzioni degne di nota:

  • Sensore su filamento, ferma la stampa in automatico e ne permette il ripristino dopo aver sostituito il filamento
  • Ripresa stampa dopo perdita alimentazione

La sua struttura è completamente in metallo, la parte verticale che ospita i motori, il sistema bowden e l’estrusore è uno scatolato in lamiera spessa 1,50 mm, al suo interno possiamo notare i due motori dell’asse Z con le barre filettate che sorreggono l’asse X, alcune parti della meccanica sono in plastica, sulla carriage non troviamo delle ruote come sulla CR-10 ma solo cuscinetti. Tutta la meccanica è “vestita” e nascosta dalla struttura.

L’Hotend presenta due ventole, una dedicata al raffreddamento dello stesso, l’altra punta tramite fan duct all’ugello, sulla sinistra possiamo notare il sistema Bowden con il sensore del filamento, rispetto al modello precedente (dove il sensore spesso faceva cilecca) questa volta è stato utilizzato un semplice ma quasi infallibile microswitch

 

La parte frontale presenta il display per il controllo dei parametri e per attivare le funzioni, sul lato destro troviamo due porte USB per interfacciarsi con l’elettronica interna e copiare i modelli da stampare…

L’aspetto complessivo della stampante è gradevole e ben curato, la colorazione total black la fa sembrare un prodotto professionale e il suo design diverso dai soliti canoni gli restituisce una certa eleganza, è una stampante che potrebbe stare benissimo nel vostro studio vicino al PC o azzarderei in salotto.

La Pendrive Sandisk che troviamo in dotazione è da 16GB, al suo interno troviamo alcuni gcode già pronti, software slicer JGcreat (è una copia di Cura modificata da loro) quindi vi consiglio di scaricarvi la versione più recente direttamente dal sito, la user  guide in PDF e qualche video che mostra come assemblarla.

Il Piatto

Il piatto riscaldato è di ottima qualità, troviamo un sistema 24V grazie al quale raggiunge le temperature desiderate in tempi molto veloci, il vetro chiamato “Dark Diamond” ha una trama che ricorda molto l’Anycubic Ultrabase, anzi credo sia lo stesso, la superficie è ottima e non presenta avvallamenti o irregolarità, in questo senso risulterà semplicissimo da livellare, dimenticate poi l’uso di colla o lacca per far aderire la vostra stampa, non ce ne sarà più bisogno.

Touchscreen e Menù di Controllo

Il touchscreen non è indispensabile in una stampante 3D, diciamo che le cose importanti sono altre, ma la sua presenza rimane comunque gradita, l’aspetto visivo cambia notevolmente rispetto ai classici display a cristalli liquidi, anche se di tipo resistivo la risposta ai comandi è stata precisa e abbastanza veloce

Il Menù ci permette di:

  • Controllare e settare temperature dell’HotEnd e del Piatto
  • Controllare l’Estrusore
  • Muovere gli assi X, Y e Z
  • Livellare il piatto con la funzione semi assistita
  • Home, posizionare la macchina in posizione di partenza/riposo
  • Print, ci aprirà la lista di files Gcode e farà partire la stampa
  • SET ha una serie di sotto funzioni, quali: cambio del filamento, controllo della ventola, versione firmware e navigazione tra i files presenti nella pendrive

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Con la stampa in corso sempre tramite touchscreen possiamo variare alcuni parametri, velocità, temperatura e metterla in pausa per cambiare filamento, qualora ne avessimo la necessità.

Sistema di livellamento

La stampante JGAURORA A5 non ha un sistema di livellamento del piatto automatico e autonomo ma segnaliamo la presenza di una funzione molto comoda che ci assiste durante la fase di livellamento, la funzione si può attivare tramite una voce dedicata sul menù, la stampante in automatico si posiziona in cinque determinati punti e attenderà la nostra regolazione e conferma per andare avanti, nella scatola degli accessori è presente una cartina in materiale sintetico con la misura esatta da mantenere tra ugello e piatto, potete comunque come solito utilizzare il classico foglio di carta A4 per regolarlo.

Prime Stampe

Durante tutti i test ho utilizzato il firmware originale, nessuna modifica se non allineare il piatto e partire, qui vi mostro qualche risultato, giudicate voi stessi..

Cosa non mi è piaciuto

-I dadi per livellare il piatto sono difficoltosi da regolare, una tortura per le dita, la prima volta che ho livellato il piatto ho trovato anche una spiacevole sorpresa, l’endstop dell’asse Z era regolato male ed era quasi impossibile avvicinare l’ugello al piatto, ho risolto allentando le due viti e spostandolo di alcuni millimetri verso il basso.
-La barra in lamiera che copre l’asse X e il corpo dell’estrusore, quella con la scritta “3D printer” per intenderci, a lungo andare potrebbe allentarsi e generare vibrazioni con un rumore molto fastidioso, considerando che la sua presenza è solo per un fattore estetico consiglio di smontarla e vi leverete il problema.
-Il tubo del Bowden è veramente lungo, in stampe con ritrazioni molto veloci potreste trovare difficoltà, possibile modifica sarebbe passare ad un Titan.
-Inizialmente può sembrare rumorosa ma il problema stava nella parte evidenziata poche righe fà, segnalo però che soprattutto in fase di boot le ventole sono molto rumorose ma si stabilizzano dopo alcuni secondi.

Pregi

-Piatto regolare senza avvallamenti, il vetro viene chiamato dark ricorda molto quello presente sulle stampanti Anybubic, morale della favola non è mai stato necessario nessun prodotto per far aderire le stampe, ottimo! Il suo sistema con 24 volt assicura poi tempi molto rapidi
-Qualità di stampa molto buona, ho ottenuto dei risultati molto simili alle stampe che eseguo con la mia Creality CR-10
-Design elegante e molto curato

La mie impressioni su questa JGAurora A5 per il momento sono più che buone, se siete dei neofiti e decideste di avvicinarvi al mondo della stampa 3D, questo modello potrebbe fare al caso vostro!

 

Dove Acquistare

Ringraziando nuovamente lo store LightinTheBox per il sample, vi segnaliamo la loro offerta e vi ricordiamo che acquistando anche l’assicurazione sulla spedizione gli “eventuali” costi doganali vi verranno rimborsati! Clicca QUI

 

 

 

 

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