La notizia è dell’ultim’ora ed è abbastanza grande da circolare già su diverse testate internazionali: Xiaomi, azienda cinese dalla diffusione capillare in moltissimi ambiti della tecnologia mainstream, sembrerebbe intenzionata ad acquistare GoPro, la società simbolo del mondo delle action cam.

Xiaomi sembra intenzionata ad acquistare GoPro, spendendo una cifra vicina al miliardo di dollari.

La notizia è senza dubbio sensazionale, se si pensa che Xiaomi è nata nel 2010 e che non è ancora nemmeno quotata in borsa, mentre GoPro è nata ben 8 anni prima ed aveva debuttato alla borsa di New York con una IPO di oltre 3,6 miliardi di dollari. Davide si è trasformato in Golia seguendo un personalissimo modello di business, dimostratosi finora totalmente vincente.

Vediamo di capire bene cosa sta succedendo e quali sono le possibili ripercussioni per i consumatori.

GoPro: situazione attuale

Purtroppo per gli amanti del settore, GoPro non se la passa molto bene: complice l’avvento sul panorama mondiale di molte società cinesi in grado di offrire prestazioni paragonabili alle migliori soluzioni GoPro a però molto meno della metà del prezzo, la società californiana (GoPro ha sede a San Mateo) sta inesorabilmente perdendo quote di mercato e punti percentuali in borsa.

Cercando GPRO nel NASDAQ si può facilmente valutare autonomamente l’andamento degli ultimi tempi di GoPro:

GoPro borsa

A rinforzare l’idea di una società in declino, si aggiunge la decisione di GoPro di tagliare la sua forza lavoro di circa il 20% durante il 2018, passando da oltre 1250 dipendenti a poco più di 1000.

L’idea di GoPro di puntare sul mercato dei droni ha trovato molti scogli: il Karma Drone doveva essere un trampolino per il rilancio del marchio ma il primo lotto ha visto problematiche di progettazione (il drone aveva concreti rischi di caduta mentre era in volo) ed è stato sottoposto ad un richiamo in massa. Il secondo lotto non aveva più problemi ma nel frattempo DJI aveva rilasciato il suo Mavic Pro, superiore sotto ogni punto di vista (anche nel reparto fotografico), che ha quindi fagocitato una grossa fetta degli acquirenti in cerca di un drone richiudibile e facilmente trasportabile.
Il 9 gennaio 2018 GoPro annuncia la fine della produzione del Karma Drone e il ritiro dal mondo dei droni, dopo solamente 1 anno e 3 mesi al suo interno.

Senza ombra di dubbio l’andamento azionario di GoPro è legato alle novità che l’azienda ha saputo portare sul mercato: in assenza di novità la spirale è discendente.
Alcuni esempi? Come vediamo dal grafico, l’andamento  ha avuto 2 picchi notevoli nella prima parte e due lievi risollevamenti nella seconda.

  • Primo picco, ottobre 2014: GoPro aveva rilasciato a fine settembre la Hero 4, nella varie varianti, action cam che per molti ancora rappresenta un must, grazie alla possibilità di accessori da abbinare nel modello black (mentre se si voleva lo schermo si poteva ripiegare sul modello silver).
  • Secondo picco, giugno-luglio 2015: a giugno 2015 era stata rilasciata la GoPro Hero+, modello base ma con schermo, che permetteva con un costo contenuto di avere buone prestazioni, sebbene lontane dalla fascia alta.
  • Primo risollevamento, settembre 2016: proprio in questo mese viene rilasciata la GoPro Hero 5 Black. Nessun picco per lei. Prezzo altissimo, concorrenza cinese già sul mercato, innovazione veramente irrisoria rispetto alla Hero 4, tanto che anche l’hardware interno era lo stesso; cambiava l’aspetto estetico, si aggiungeva il GPS e l’impermeabilità ma bastavano per chiedere oltre 500 euro?
    Inoltre viene anche annunciato che il Karma Drone sarà venduto a partire dal mese successivo. Insieme, GoPro Hero 5 e Karma Drone, non riescono a far avere una nuova impennata alle azioni. Segno che il pubblico non ha gradito.
  • Secondo risollevamento, settembre 107: è passato solo 1 anno dall’uscita della Hero 5 e già GoPro comincia a vendere la Hero 6, nella sola declinazione Black. Il prezzo per azione raggiunge solo 11,52 dollari. Nel 2014 le azioni erano arrivate ad 86,97 dollari l’una.

Il problema principale di GoPro sono i prezzi, inutile girarci attorno: in quanto blog del settore vediamo che la maggior parte degli utenti non sono campioni sponsorizzati da Red Bull ma semplici padri di famiglia che vogliono riprendere le vacanze e i figli in spiaggia senza paura che il loro smartphone si bagni. A loro non importa del 4K o del profilo colore flat, cercano solo un aggeggio elettronico che possa registrare decentemente i ricordi e che non costi uno sproposito. E “sotto i 100 euro” è la risposta ricorrente alla richiesta del budget disponibile.

Di recente GoPro ha rilasciato una nuova action cam, inferiore come prezzo e prestazioni alla GoPro Hero 6 lanciata in autunno. Si prefigge di essere l’action cam per tutti ma volete sapere il suo costo? 219,99 euro. Sicuramente poi lo street price si assesterà ma con pochi euro in più al momento si acquista una Yi 4K+. La scelta del consumatore che non si fa irretire dal marchio è ovvia.


Xiaomi: il modello di business

Nata nel 2010, non quotata in borsa (con rammarico di molti possibili investitori che farebbero carte false per investirci qualche spicciolo), diffusa in così tanti ambiti che è difficile elencare quelli in cui non compare.

Xiaomi è una cacciatrice, ingloba società più piccole e le porta a vette inesplorate fino a quel momento.Xiaomi Yi Technology

In molti, nel mondo delle action cam, confondono Xiaomi con Yi Tecnology: noi stessi abbiamo la sezione “Xiaomi” anziché “Yi” perché molti utenti non sanno che sono due società separate e su Google cercano “Xiaomi Yi”. In realtà Yi Technology è una delle numerosissime società che Xiaomi ha acquistato e finanziato ma che non è controllata direttamente: Yi Technology ha un presidente (si chiama Sean Da) e tutta una serie di personaggi che la dirigono, mentre Xiaomi ne è “solo” un finanziatore; o meglio, è “il finanziatore” e quindi ci guadagna tanti bei soldi.

Allo stesso modo Xiaomi fa con molte altre società. E a Xiaomi non importa di cosa si occupino, se rendono. Ci può essere anche guerra interna, non importa. È il caso di Mijia vs Yi Tecnology, di Mijia vs Soocas e di molte altri altri. Xiaomi produce soltanto smartphone (e pure bene), il resto è lasciato alle società controllate a disposizione.

Xiaomi acquisisce GoPro: possibile? Quali conseguenze?

Ovviamente stiamo discutendo su poco più che pettegolezzi, è molto probabile che tutto si sgonfi e che l’operazione non vada a buon fine. Anche solo per il fattore Trump, che già una volta ha impedito l’acquisizione di aziende statunitensi a colossi asiatici (Qualcomm a Broadcomm).

Ma cosa potrebbe succedere se davvero si concretizzasse un’acquisizione? Ricordo che GoPro, essendo quotata in borsa, non può essere “venduta” nel senso classico del termine: per “acquisizione” si deve intendere una scalata non ostile, basata sull’acquisto di azioni direttamente da Woodman Labs, società detentrice della maggioranza delle azioni (NB: il fondatore e CEO di GoPro si chiama Nick Woodman, di chi sarà mai la Woodman Labs?).

Gli scenari possibili a mio avviso sono due:

1) Xiaomi si comporta come con tutte le altre aziende affiliate

Ciò comporterebbe poco per GoPro, se non per il suo consiglio di amministrazione. Si potrebbe prevedere un andamento identico di produzione e prezzi con magari qualche condivisione del know how di GoPro negli smartphone Xiaomi (ricordo che ad esempio la GoPro Hero 6 Black è spinta da un processore proprietario, il GoPro GP1, dopo anni di collaborazione con Ambarella).

Non so quanto potrebbe convenire spendere 1 miliardo di dollari per una barca che sta affondando e non cercare di tappare i buchi… Però credo che in Xiaomi se ne intende più di me di economia…

2) Xiaomi prende in mano direttamente GoPro

Questo scenario potrebbe portare ad un drastico cambio di rotta per GoPro: listino prezzi rivisitato, ingerenze da parte di Xiaomi, know how largamente condiviso con il colosso cinese, estrema facilità di penetrazione nel mercato Europeo e degli USA. E chissà quanto altro.

Sarebbe una mossa inedita per Xiaomi ma certamente non inadeguata alla situazione. L’unica cosa di cui mi posso dire alquanto certo è che non si perderà il marchio GoPro: vale troppo, al momento ancora si ha la sensazione che GoPro sia il marchio per eccellenza nel mondo delle action cam, i meno informati o comprano la prima cinesata su Amazon o comprano GoPro. Insomma, il marchio GoPro deve resistere.

Spero di non avervi annoiato (non troppo, perlomeno) con i miei pensieri, in questo che credo possa definirsi uno dei primi editoriali di ActionCam Italia.

Voi che ne pensate? Buona mossa per Xiaomi? Acquisto impossibile? Dite pure la vostra!

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