Dopo avervelo presentato durante la sua prevendita, ecco finalmente la recensione dello Xiaomi Mi A1, uno smartphone che si può considerare storico in quanto è il primo nato dalla collaborazione tra il colosso cinese e Google. Infatti, come vedremo nella recensione, a bordo di questo dispositivo medio-gamma troviamo installato Android 7.1.2 nella sua versione completamente stock.

Unboxing, costruzione e design

Lo Xiaomi Mi A1 ci viene consegnato in una doppia scatola che raffigura lo smartphone nelle sue tre varianti cromatiche. All’interno troviamo il minimo indispensabile, ovvero un alimentatore (con presa europea) da 5V/2A, un cavetto USB tipo C, lo spillo per estrarre il carrellino per la doppia SIM/MicroSD e una pellicola protettiva per lo schermo (di cui sinceramente non ho sentito la necessità).

Lo smartphone è realizzato in metallo opaco con fresature molto precise. Le due bande in plastica per le antenne sono poco visibili e molto ben integrate nella scocca. Il fronte invece è costituito da un vetro Gorilla Glass con curvatura 2.5D a protezione del display da 5,5″. Considerato che nella seconda metà del 2017 la parola d’ordine è borderless lo Xiaomi Mi A1 va controcorrente: le cornici soprattutto quelle sui lati corti sono piuttosto abbondanti. Quella inferiore ospita però i tasti di navigazione soft-touch retroilluminati. Su quella superiore invece troviamo la capsula auricolare, il led monocromatico e la fotocamera da 5Mpx. Sul retro salta subito all’occhio la doppia fotocamera da 12+12Mpx leggermente sporgente, mentre in basso campeggiano i loghi Mi e AndroiOne. I tasti, microfoni e speaker sono situati nelle posizioni tradizionali. Presenti il jack per le cuffie e la porta infrarossi.

Non si può dire che il Mi A1 sia piccolo, ma essendo molto sottile si impugna abbastanza bene.

Scheda tecnica

Display: 5.5” LTPS 2.5D Arc screen Gorilla Glass; Full-HD (1920×1080 pixel)
SoC: Qualcomm Snapdragon 625 octa-core 2GHz; GPU Adreno 506
RAM: 4GB
ROM: 64GB espandibile tramite MicroSD fino a 128GB
Dual SIM: nano SIM + micro SIM/microSD
Fotocamera: posteriore 12Mpx + camera secondaria 12Mpx; doppio flash LED; frontale 5Mpx
Rete: 2G: GSM 850/900/1800/1900MHz; 3G: WCDMA B1/B2/B5/B8; 4G: FDD-LTE B1/B3/B5/B7/B8/B20 TDD-LTE B38/B40
Dimensioni: 155.4 x 75.8 x 7.3 mm; 165g
Batteria: 3080mAh
Sistema: Android 7.0
Connettività: 3G, 4G, Bluetooth 4.2, GPS A-GPS, WiFi dual band 802.11a/b/g/n

Display

Il display è composto da un pannello LTPS da 5,5″ in risoluzione FullHD dai colori ben tarati (virano leggermente verso le temperature fredde, ma niente di ravvisabile), anche se i neri non sono molto profondi. Buoni anche gli angoli di visuale. Il touchscreen è sensibile e preciso e non sono mai incappato in episodi di errori di battitura a causa di esso.

La luminosità del display è regolata grazie al sensore che lavora abbastanza bene anche se non è sempre fulmineo. Presente anche il comodo ambient display che attiva lo schermo alla ricezione di una notifica. La luminosità massimo e il contrasto abbastanza elevato permettono una buona visualizzazione sotto la luce del sole e buoni angoli di visuale.

Software e prestazioni

Come accennato precedentemente a bordo dello Xiaomi Mi A1 è presente Android stock nella versione 7.1.2, pertanto sono presenti tutte ne novità introdotte da Nougat come lo “schermo diviso” e il menù contestuale delle icone delle app, sulla home e nel drawer. Le uniche tre applicazioni di Xiaomi preinstallate sono la fotocamera, il telecomando per sfruttare la porta infrarossi e l’app Feedback che consente di inviare segnalazioni circa problemi o suggerimenti. Essendo un firmware Android stock non sono presenti ovviamente tutte le personalizzazioni che siamo abituati a vedere negli altri dispositivi Xiaomi con la MIUI. Di fatto la semplicità di Android stock è un plus se consideriamo che può essere utilizzato facilmente da tutti i tipi di utente. Da segnalare la presenza di un menù nascosto, infatti tappando ripetutamente sull’icona dell’ingranaggio nella barra delle applicazioni sarà disponibile menù “Sintetizzatore interfaccia utente” che consente di apportare qualche piccola personalizzazione. Presente ovviamente anche il nuovo assistente Google.




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Sotto il cofano di questo AndroidOne troviamo l’ottimo Snapdragon 625, forse il processore più apprezzato di questo 2017, con 4GB di RAM e 64GB di memoria interna, espandibile. Grazie anche alla leggerezza del sistema operativo, le prestazioni generali dello Xiaomi Mi A1 sono davvero ottime e il dispositivo si presenta sempre reattivo e fluidissimo, così come è ottima la gestione della RAM che fatica a saturarsi e permette di richiamare molto velocemente le app aperte durante la giornata. Anche l’esperienza di gioco è quindi appagante e durante le sessioni di gaming con giochi pesanti il telefono non scalda mai.

 

Fotocamera

Sul retro del dispositivo troviamo uno dei maggiori punti di forza di questo dispositivo ovvero i due sensori da 12Mpx uno ƒ/2.2 e l’altro ƒ/2.6 che permette uno zoom 2x e gli scatti con effetto bokeh. I risultati ottenuti con questa accoppiata sono molto buoni soprattutto con una buona luce: le foto risultano dettagliate con colori vivi, ma non troppo saturi; l’effetto sfocatura funziona bene e l’HDR (attivabile manualmente) lavora ottimamente. In queste condizioni la fotocamera si colloca ben al di sopra dei competitors della stessa fascia di prezzo, mentre con luce scarsa le prestazioni scendono, ma comunque oltre la media. Gli scatti, sebbene sia presente del rumore, sono comunque soddisfacenti soprattutto utilizzando la modalità manuale.

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La fotocamera anteriore è composta da un sensore da 5Mpx ƒ/2.0, senza infamia e senza lode. I selfie vengono abbastanza bene di giorno, meno bene con lo scuro.

I video possono essere registrati fino alla risoluzione massimo di 4K 30 fps con risultati sufficienti anche nella gestione del cambio di luce. Nonostante anche in FullHD gli fps massimi siano sempre 30, gli slowmotion vengono abbastanza bene. Peccato per la mancanza di uno stabilizzatore che avrebbe completato un reparto fotografico già eccellente.

Autonomia

Sono 3080 i mAh della batteria montata sullo Xiaomi Mi A1, ma grazie al processore particolarmente ottimizzato e al sistema operativo leggero, si comporta come una 3500mAh di altri produttori! Autonomia veramente ottima, anche nelle giornate intense ho faticato non poco a scaricarlo, mentre con un utilizzo blando del telefono si coprono anche le due giornate. Le ore di esercizio dello schermo possono tranquillamente arrivare a 5/6 sotto rete 3G/4G.

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Audio e ricezione

La prima volta che ho ricevuto una notifica mi sono letteralmente spaventato! L’audio, per quanto riguarda le suonerie, è veramente molto alto e addirittura fastidioso (a volume massimo) nei luoghi chiusi. Nella riproduzione di musica e video la sensazione è che il volume sia un po’ più basso, probabilmente per evitare distorsioni, ma risulta comunque ottimo sia per quantità che per qualità. Audio in capsula forte e chiaro.

La ricezione è nella media, non ho mai registrato difficoltà nell’agganciare il segnale o nel passaggio tra celle. Da segnalare anche la presenza della banda 20, non scontata sugli smartphone di provenienza asiatica.

Conclusioni

Xiaomi Mi A1 è uno smartphone che non ha veri e propri difetti, infatti l’unica cosa che non mi è piaciuta molto è l’ottimizzazione delle cornici che nella seconda metà del 2017 è la vera moda del momento. Per il resto ha qualità al di sopra della media sopratutto nel comporto fotografico dove si comporta quasi come alcuni top di gamma e nella batteria che difficilmente vi abbandonerà nell’arco delle 24h. La presenza di Android stock può essere considerata un plus per molti utenti, soprattutto per quelli che vogliono avere lo smartphone con gli ultimi aggiornamenti di Android nel più breve tempo possibile. Si tratta di un ottimo acquisto per qualunque tipologia di utente e al prezzo a cui viene proposto è molto difficile trovare dispositivi migliori!

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Appassionato di tecnologia e di smartphone, mi piace esplorare il mondo Android!

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