DJI Spark – La nostra recensione

Premessa… chi ci segue, nei vari gruppi facebook e nei canali telegram non potrà dire il contrario, fin dall’inizio la nostra idea manifestata su questo drone fù: “è un giocattolo costoso, bello si, ma rimane un giocattolo” ora avendolo provato e toccato con mano, non ci siamo ricreduti ma quasi….  la scelta di utilizzare la trasmissione Wi-Fi e non il consolidato sistema lightbridge/Ocusync rimane a mio avviso un grande errore, ma indubbiamente dobbiamo ammettere che è un vero concentrato di tecnologia!

Prima di andare avanti vi ricordiamo il nostro unboxing della scorsa settimana, QUI

Dimensioni e Aspetto

Lo Spark è veramente piccolo sia in dimensioni che in peso, supera di poco i 300 grammi e il suo interasse è di soli 18 cm, il corpo è lungo 13 cm e largo 5cm, se avesse avuto le braccia chiudibili su se stesse come il Mavic avrebbe battuto ogni record, la struttura è la classica X, i motori brushless sono leggermente inclinati verso l’esterno per aiutarne la stabilità e le eliche sono molto simili a quelle del Mavic, hanno infatti le due pale separate, uguale anche il sistema di fissaggio. Nella parte frontale troviamo il gimbal, viste le dimensioni molto contenute dello Spark la DJI ha deciso di adottare un gimbal due assi, il terzo asse viene gestito via software, ciò nonostante la stabilizzazione è molto buona e non si nota la mancanza del terzo asse meccanico. Come il Mavic anche lo Spark è dotato di sensori anti collisione, anteriori e inferiori, i primi sono nascosti da una paratia in plastica scura, gli inferiori invece sono posizionati nella pancia del drone integrati dalla piccola camera che registra il terreno sottostante contribuendo alla tenuta della posizione.

La batteria completa la parte inferiore dello Spark, non abbiamo un vero e proprio carrello ma solo dei gommini per attutire gli atterraggi, sotto ogni motore possiamo notare dei luminosi led di segnalazione che in base alla modalità d’uso ci permettono di capire lo stato del drone e il drone stesso comunicherà e confermerà la ricezione dei comandi nella modalità “gesture”

Lo Spark viene venduto in due versioni, la normale e la more fly combo, come con il Mavic la differenza sta nella presenza o meno degli accessori, sono già compresi nella combo, ma attenzione nello Spark la combo contiene anche il Radiocomando, la normale NO!


Radiocomando che comunque è possibile acquistare a parte qui

Già da qui iniziamo a capire perché è stato scelto di utilizzare il Wi-Fi per il controllo, lo Spark mette a disposizione ben tre modi diversi per “pilotarlo”:

  • Tramite Smartphone (comunicazione via Wi-Fi tra Spark e device Android o iOS)
  • Tramite Radiocomando (classico metodo)
  • Tramite Gesture (non vi servirà nient’altro che lo Spark e le vostre braccia per impartire i comandi)

Le Gesture si, sono veramente “cool” da usare faranno rimanere a bocca aperta i vostri amici, ma secondo me alla lunga stancheranno, il controllo esclusivo tramite smartphone sarà limitante in molte occasioni e infine il controllo classico tramite radiocomando sarà a sua volta limitato per riuscire a convivere con il precedente. Ma attenzione non dimentichiamo perché è nato questo modello… è un “selfie” drone… non credo desideriate farvi i selfie da 1km di distanza no? 😀 scherzi a parte andiamo avanti….

La versione che stiamo usando per recensione è la normale, cogliamo nuovamente l’occasione per ringraziare Gearbest per questo sample!! Noi abbiamo poi acquistato a parte il Radiocomando.

Il Radiocomando

Esteticamente è molto simile a quello del Mavic, manca il piccolo display LCD, il sistema per fissare lo smartphone è esattamente lo stesso,  utilizzando il Wi-Fi come trasmissione dati in sostanza non è altro che una sorta di router, il suo compito sarà instaurare un link dati tra SparkSe stesso(Radiocomando)Smartphone

Una “dritta” da prendere in considerazione per eliminare anche il minimo lag è l’uso di un cavetto USB per connettere lo smartphone con il Radiocomando, bypassando cosi la connessione Wi-Fi 2.4GHz. Lo Spark può utilizzare la connessione Wi-Fi sulle due frequenze 2.4GHz e 5.8GHz, in Europa però la potenza trasmissiva è limitata a causa delle restrizioni di legge, ad esempio negli states questa “potenza” (FCC) è maggiore e si riescono a raggiungere distanze più considerevoli, 2km e oltre, in rete esistono delle APP modificate che vi permettono di “ingannare” il software abilitando la modalità FCC, per i più curiosi… “Google is your friend” in questa recensione noi non approfondiremo ulteriormente il discorso perché queste modifiche è probabile facciano decadere la garanzia. In una situazione standard con il 5.8 si riescono a raggiungere 500 metri.

Primo Avvio (Versione Normale)

Per iniziare dobbiamo prendere nota del SID e della password Wi-Fi dello Spark, questi dati possiamo trovarli entrambi nel vano della batteria o nella scatola di polistirolo, saranno indispensabili per collegare il nostro smartphone allo Spark, non c’è alternativa wired.

Accendiamo lo Spark e su smartphone eseguiamo una scansione delle reti wi-fi disponibili, individuata la rete dello Spark colleghiamoci e avviamo la App DJI GO 4. Eseguiamo il login con il nostro account DJI, se non creato precedentemente, registratevi, a questo punto, in automatico la app ci proporrà la fase di prima attivazione dello Spark, seguiamo le varie schermate fino a completare l’attivazione. In sintesi vi chiede di accettare i termini d’uso della DJI, impostare il mode dei comandi, il sistema metrico scelto, la beginner mode, veloce spiegazione delle gesture e se vogliamo attivarle.

Qui il video ufficiale della DJI che riassume i passaggi, integrando anche la parte per la versione COMBO (dotata di radiocomando)

Completata l’attivazione, la app si collegherà ai server DJI e verificherà la presenza di eventuali upgrade del firmware, se presenti eseguiteli!

Lasciate che aggiorni il firmware, controllate la progressione e non intervenite sul Drone e sulla App, lo Spark si riavvierà in automatico..

Attenzione se dopo il riavvio la rete Wi-Fi non sarà più visibile, non allarmatevi, la causa è lo switch della frequenza Wi-Fi da 2.4GHz a 5.8GHz, per ripristinare alla frequenza iniziale dovete, con drone acceso, tenere premuto il tasto ON per circa 9 secondi fino a sentire tre beep in successione, a questo punto la rete sarà nuovamente disponibile, ritorniamo sulla App..
completato questo passaggio saremo pronti al primo avvio andando sulla classica voce “GO fly”.

Fermi tutti!!!!!!!!!!! durante la stesura di questa recensione è arrivato un importante aggiornamento firmware per lo Spark e per la App DJI GO 4…. ho capito devo ri iniziare da capo 😀

Se avete già avuto l’occasione di utilizzare la app DJI GO 4, con lo Spark noterete alcune differenze nel layout dell’OSD, il primo avvio ci presenterà la solita check list con lo stato dei vari componenti e sensori

successivamente verrà mostrato il layout classico, tutto nella norma tranne per i piccoli cerchi che notate a metà schermo…

posizionando le dita sui cerchi si attiverà il sistema di controllo touch, il display del vostro smartphone diventerà un vero e proprio radiocomando, avrete i quattro classici comandi, throotle, yaw, roll e pitch, ai puristi questo sistema farà storcere il naso, io sarò sincero anche a me non ha entusiasmato tanto, ma credo che perlopiù sia una questione di abitudine, sia ben chiaro il feeling che si ha con il radiocomando è tutt’altra cosa ma i controlli sono stati sempre puntuali e precisi, mi ricordano molto il sistema che provai nel DOBBY il primo vero “selfie drone”

volendo abbiamo anche la possibilità di nascondere completamente il resto delle informazioni che ci restituisce l’OSD e vedere a tutto schermo lo streaming video, i comandi e solo il dato della batteria, come da foto che segue, si attiva con lo slide di due dita verso l’alto

Torniamo al pannello iniziale, un altro particolare è la possibilità di inclinare il pitch del gimbal sempre con il touch, quando si è in volo è un pò difficoltoso da usare, tenetene conto

i restanti settings sono molto essenziali, sia quelli generali che quelli relativi alla camera, la camera appunto, registra in fullHD con 30fps, la risoluzione è questa e non possiamo cambiarla, io ipotizzo che la camera sia stata volutamente, permettetemi il termine, “castrata” a livello software e credo sia probabile in futuro trovare nuovi sviluppi in questo senso, la risoluzione 4K ad esempio. Al momento i settings che possiamo modificare tra “auto” e “manual” sono per il video: ISO, Shutter Speed, EV, Bilanciamento del bianco, mostrare l’OSD, l’istogramma e la griglia, questo è tutto per la parte “Video”

Per la parte foto invece abbiamo qualche voce in più, abbiamo alcune modalità selezionabili:

  • Scatto singolo
  • Burst mode, scatti in sequenza
  • AEB che sarebbe l’HDR, eseguirà una serie di foto con diversa esposizione e le unirà in una
  • Interval per eseguire dei “timelapse”
  • Shallow Focus, foto ritratto con lo sfondo sfuocato, effetto “bokeh”
  • Pano per eseguire foto panoramiche (tutto automatizzato, lo Spark eseguirà una serie di movimenti e scatti per completare tutto l’arco del panorama, in verticale o orizzontale)

Le Gesture

Per Gesture si intendono una serie di controlli che possono essere impartiti con i movimenti delle nostre mani e braccia, dei “gesti” appunto, un sofisticato algoritmo leggerà e interpreterà i movimenti registrati dalla camera del drone, elaborato il tutto, in tempo reale, il Drone eseguirà in modo  abbastanza fedele le nostre richieste. Fino a pochi anni fà tutto questo sarebbe stato “fantascienza” ma la tecnologia va veloce.. Grande Giove!

Possiamo in completo automatismo:

  • Far decollare e atterrare lo Spark nel palmo della nostra mano
  • Far scattare una foto o far partire la registrazione video (foto in 4K e registrazione video novità con ultimo aggiornamento)
  • Far spostare nello spazio lo Spark
  • Farci seguire

Attenzione per utilizzare le Gesture rispettate sempre tutti i consigli di sicurezza, andate in un posto tranquillo lontano da case, strade e persone, mi raccomando utilizzate le  protezioni per le eliche!

in questa galleria di immagini che segue vi mostriamo i vari pannelli informativi che vi spiegano come attivarle e utilizzarle

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Modalità di Volo Automatiche

Abbiamo varie modalità di volo, il focus delle stesse principalmente è rivolto alle riprese video, le più interessanti secondo me le troviamo nella sezione “QuickShot” che racchiude le funzioni: Dronie, Circle, Helix e Rocket.

Nel video che segue sono state usate tutte, i risultati sono molto buoni, quasi professionali e aiutano chi non ha tanta dimistichezza nel pilotare il Drone…

  • Dronie (lo Spark si allontanerà dal soggetto in verticale senza mai perdere il focus sullo stesso, possiamo decidere la distanza da raggiungere)
  • Circle (come dice la parola stessa, lo Spark “girerà” sul soggetto percorrendo un cerchio)
  • Helix (simile alla Circle ma il cerchio sarà completato seguendo una spirale)
  • Rocket (punterà il focus sul soggetto e salirà in verticale)

come spiegato sono modalità di volo completamente automatizzate, il nostro compito iniziale sarà decidere il soggetto evidenziandolo sul display dello smartphone, la flight controller e la camera faranno il resto seguendo fedelmente le operazioni, il nostro intervento sarà comunque possibile in caso di emergenza disabilitando e bloccando le operazioni cliccando sull’icona “STOP”

Le restanti modalità di volo sono:

  • Normal (volo con GPS e Spark sotto il nostro controllo)
  • QuickShot (come spiegato poco fà)
  • Active Track (come con le precedenti dopo aver selezionato il soggetto, lo Spark seguirà nel vero senso della parola i movimenti dello stesso, è la tanto ricercata modalità “Follow Me”
  • Tap To Fly (cliccando sul display in un determinato punto dello spazio lo Spark semplicemente volerà nella direzione scelta, raggiunta la stessa attenderà i prossimi comandi)
  • Tripod (è come un hoovering più accurato, lo Spark sarà letteralmente piantato in aria, modalità indicata per scattare le foto)
  • Gesture Control (abiliterà le Gesture che avevamo indiicato precedentemente)

Foto e Video

Le foto sono molto buone, la risoluzione è 4K (3968×2976) non possiamo cambiarla e purtroppo non possiamo scattare in RAW solo JPEG, ma io sono fiducioso, nei firmware futuri ci saranno sicuramente degli sviluppi in questo senso, non possiamo neanche cambiare i profili del colore, ciò nonostante sembrano ben equilibrati e fedeli ai reali, giudicate voi stessi nella galleria che segue…

Qui invece il primo video di test, come con le foto la risoluzione è una, in questo caso 1080P 30 fps, prestate attenzione ai colori e alla stabilizzazione che regala il nuovo gimbal 2 assi, nel controluce non ho registrato nessun lensflare, questa è una gran cosa. La camera reagisce molto velocemente nei cambi di luce,  molto buono anche il bilanciamento del bianco, devo ammettere che nonostante l’assenza dei settings avanzati da modificare, i parametri “default” risultano buoni in tutte le occasioni, mi manca un test in notturna che eseguirò il prima possibile. Attenzione questa volta il Focus è fisso non dovrete preoccuparvi di mettere a fuoco come con il Mavic!

 

Mie Impressioni

Spark tante gioie… ma ci sono anche dei “dolorini”
iniziamo da quelli… due cose, la batteria è stata dimensionata per rispettare il suo peso “piuma” il compromesso sarà un autonomia veramente rosicata, dopo circa 10  minuti saremo già al 30% e per salvaguardare la vita della stessa sarebbe meglio rientrare alla base, insomma mettete in conto almeno due batterie extra altrimenti il divertimento sarà interrotto sul più bello!

L’altro “dolore” è la portata del controllo e streaming live video, con il solo uso dello smartphone è scontato dirlo ma il range sarà veramente limitato, in questo influirà anche la qualità del vostro smartphone, comunque sia già con una distanza di 40-50 metri si avranno disturbi e lag sul ritorno video, andando oltre si perderà il segnale quindi sarà necessario volare a vista. Una possibile e quasi indispensabile soluzione è acquistare il Radiocomando, come abbiamo fatto noi personalmente, con l’uso del Radiocomando la situazione migliora notevolmente ma non aspettatevi miracoli, non dovete avere nulla che possa interferire con la trasmissione, quindi sempre luce tra lo Spark e il Radiocomando.

Il resto delle mie impressioni sono tutte positive!! Il DJI Spark è veramente un concentrato di tecnologia a poco più di 300 grammi..
questo lo rende il candidato ideale per l’utilizzo senza il bisogno dell’attestato Enac per un suo uso professionale, vi basterà inviare la dovuta documentazione a Enac e eseguire un leggero “lifting” per fare in modo di rimanere sotto i fatidici 300 grammi (protezioni per le eliche comprese) in rete si trovano già dei Kit. Ottenuto questo lo Spark sarà certificato come “Drone Inoffensivo” sarà possibile utilizzarlo in Città, vicino anche alle persone (vedete comunque il regolamento ENAC)

Quasi dimenticavo.. è presente la modalità SPORT lo Spark con questa attivata si aggiungerà un bel pò di brio e il divertimento sarà assicurato

La resa video e foto a mio avviso è buona e sufficiente per un uso “social” e ripeto, secondo me ci saranno ulteriori migliorie in questo senso, la portabilità è ottima già nella sua scatola in polistirolo potrete trasportalo nello zaino e dimenticarvi quasi di averlo. Le funzioni di volo automatiche sono superlative e vi aiuteranno a creare dei video e inquadrature quasi professionali.

Alla fine della fiera ho deciso di tenerlo e affiancarlo al mio Mavic nella mia “flotta” personale!!

Dove Acquistare?

Ovviamente non posso che consigliarvi lo store GEARBEST che ci ha gentilmente concesso questo sample, non dimenticate la spedizione Priority Line per averlo in soli 12 giorni e evitare sorprese, il prezzo poi è il più basso che potete trovare online!!

✔️ DJI Spark NORMALE

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